BERLINO C'È !

Questa notte, sotto il piumone, mentre mi preparavo a un sonno tranquillo, complice il missile terra-aria di Odgaard, ho ripensato ad un dettaglio particolare del nostro viaggio, iniziato qui a Berlino nel 2024.

Il nostro Club conta 60 iscritti: 25 risiedono proprio nella grigia d'inverno, ma indubbiamente soleggiatissima d'estate, capitale teutonica, mentre i restanti 35 mostrano orgogliosi le nostre sciarpe e felpe principalmente da Bologna, ma anche da Monaco di Baviera, Mainz (o Magonza, come mi ha ripetuto infinite volte, giustamente, Dani) e Udine! Il nostro zoccolo duro, qui nella capitale, si ritrova al Junction Café, dove veniamo sempre accolti come se fossimo a casa. In generale, il modo di porsi nei locali berlinsesi non è proprio quello che potresti trovare a Bologna: di norma, c'è un termine che definisce l'abitante della capitale, ovvero quello di avere la Berliner Schnauze. È proprio così che viene ufficialmente chiamata in Germania, ossia quel modo diretto ma sincero, spesso poco delicato, che contraddistingue molti dei suoi cittadini. Al Junction, però, nonostante il nostro modo super chiassoso di vivere le partite, siamo molto ben accolti e curiosamente osservati dal resto dei clienti, che piano piano si informano sempre di più sulle vicissitudini del nostro squadrone.

La media dei bolognesi col cuore che batte rossoblù che si recano al bar è di circa una decina: spesso 5 o 6 “fissi”, più altri variabili. Lo stesso vale per le trasferte, che siano di Europa League, Champions League, Coppa Italia o Serie A. Qualcuno di noi cerca sempre di esserci, ma qui entra in gioco quel pensiero che mi ha attraversato la mente proprio prima di essere preso da Morfeo.

C’è una cosa che è sempre, e dico davvero sempre, presente. E non parlo dello spirito amichevole, godereccio e guascone che tutti noi abbiamo, sia al bar che allo stadio, ma di un oggetto materiale ben definito, che non ci lascia mai soli. La nostra bandiera, o pezza che dir si voglia. Proprio lei: quella Porta di Brandeburgo su sfondo rossoblù, con il logo della nostra squadra del cuore, ci accompagna da febbraio 2024 in ogni circostanza.

Lei è l’unica che è stata presente a ogni singola partita. La sventoliamo orgogliosi nella nostra ormai classica foto di fine partita, ma la portiamo sempre con noi, in ogni stadio in cui andiamo. Se c’è Berlino Rossoblù, state pur certi che c’è anche lei.

È incredibile pensare che sia stata a Liverpool, Birmingham (due volte), Lisbona (due volte), Bucarest, Vigo, Bergen, Roma (più volte), Napoli, Empoli, Bergamo, ovviamente al Dall’Ara, ma anche al Bonarelli di Granarolo, dove giocano le ragazze del Bologna Women, e probabilmente in altri stadi che al momento mi sfuggono. Se c’è una vera tifosa, attaccata alla maglia e instancabile, quella è proprio lei: il nostro amato vessillo di 1,5 x 1,5 metri, che da due anni percorre migliaia di chilometri per mostrare a quegli undici ragazzi in campo che il sostegno e l’amore profondo per quella splendida maglia rossoblù arrivano da lontano.

Spesso, nelle foto di rito della squadra dopo una vittoria in trasferta, non si vede benissimo, non è proprio riconoscibile. Ma noi sappiamo che c’è. La cerchiamo in ogni immagine che ritrae la nostra bella tifoseria, e siamo orgogliosi di lei quando ne riconosciamo anche solo dettagli sfocati a due pixel. Lei c’è sempre stata e sempre ci sarà: nei dolori delle sconfitte, così come nelle gioie incredibili, come quel 14 maggio a Roma, dove sventolava fiera con le sue due aste.

Lei è la vera star. La nostra bellissima portavoce, che in silenzio urla più forte di chiunque altro: Berlino c’è!

Tom

                            


 Bergamo



    

    



                        

Vigo   

                                                                                       

Bucarest








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